Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che cambi, ti cambia è la mostra pensata per l'edizione 2025 di Radis. Attraverso opere dalle collezioni della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC, offre una riflessione con l’intento di restituirle alla visione della collettività del territorio piemontese.
Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che cambi, ti cambia
La mostra prende il titolo da una poesia che apre il romanzo distopico La parabola del seminatore di Octavia E. Butler. Scritto nel 1993 e ambientato negli anni 2024-2027, il romanzo immagina un mondo dilaniato dalle disuguaglianze, in cui la protagonista Lauren Olamina fonda il primo nucleo di un’umanità futura a partire da una nuova religione, basata sulla fede nel cambiamento come processo di guarigione. Abbracciare il cambiamento è per la protagonista l’unico modo per reagire ai tragici eventi in cui si imbatte, e per ridare un significato positivo al mondo.
Il riferimento al romanzo di Butler è ispirato da una delle opere in mostra, Notes for recovery (hold) di Nolan Oswald Dennis. Come nel romanzo, in questa serie di opere l’artista delinea dei diagrammi che aiutano a comprendere le ferite di un trauma e sottolinea come il processo di guarigione passi attraverso il cambiamento. La mostra ha offerto una riflessione sull’arte come strumento di speranza e di apertura verso il futuro, attraverso una selezione di opere che toccano questi temi declinandoli da molteplici prospettive, ed è stata ispirata dal luogo in cui è stata allestita, la Chiesetta del Ritiro della Sacra Famiglia di Dogliani.
Il “Ritiro della Sacra Famiglia” è collocato nella parte alta di Dogliani, a Borgo Castello, e si affaccia sul belvedere dal quale si può godere di una bellissima vista sull’abitato e sulle colline circostanti. Il complesso, la cui costruzione risale al 1883, costituisce l’opera più importante di gusto neogotico realizzata da Giovanni Battista Schellino a Dogliani insieme al Cimitero. Ora convento, poi collegio per ragazze abbandonate, poi scuola, infine casa di riposo e ospedale di comunità, l’edificio ha sempre rappresentato un luogo che offre ausilio, cura e rifugio.
La mostra, a cura di Marta Papini, ha incluso opere di Marina Abramović , Sol Calero, Chiara Camoni, Bracha L. Ettinger, Dorothy Iannone e Nolan Oswald Dennis ed è stata parte della seconda edizione di Radis, il progetto quadriennale di arte pubblica in Piemonte promosso e finanziato dalla Fondazione Arte CRT in collaborazione con la Fondazione CRC. La mostra, che si è tenuta dal 5 ottobre all’11 dicembre 2025 presso la Chiesetta del Ritiro della Sacra Famiglia di Dogliani (CN), ha incluso opere dalla collezione della Fondazione Arte CRT e della Fondazione CRC con l’intento di restituirle alla visione della collettività del territorio piemontese.
Come parte dello stesso programma è visitabile a Dogliani, presso la Borgata Valdibà, un’opera permanente dell’artista Petrit Halilaj, Abetare (un giorno a scuola), 2025, a cura di Marta Papini.